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La storia

L’associazione Presença e Amizade ha iniziato la sua attività in Brasile principalmente nello Stato di Bahia, nel nord-est della regione. 

L'intenzione dell'associazione è quella di rispondere alla miseria sociale vivendo insieme a chi soffre, offrendo un'amicizia e un luogo dove chi arriva può sentirsi amato e accolto.
L’associazione inizialmente ospitava singole persone o intere famiglie presso uno dei suoi centri. Nel 2019, la Fondazione STABAT ha deciso di sostenere finanziariamente l’accoglienza di:

      • 5 famiglie di cui una con un neonato in una situazione estremamente precaria; 
      • una coppia di anziani in cui il marito era in fase terminale a causa di un cancro e la moglie semiparalizzata;
      • due persone con disabilità;
      • un giovane affetto da una malattia ossea.

 

La situazione attuale

L’accompagnamento di queste famiglie, bambini e persone con disabilità continua anche dopo la loro reintegrazione nel quartiere.

Presença e Amizade è attualmente presente nella piccola città periferica di Simões Filho, nello Stato di Bahia. Questa casa offre un ambiente sano e familiare, dove le persone possono essere ascoltate, sostenute e accompagnate. 
La presenza e la vicinanza dei volontari favoriscono relazioni di fiducia e una migliore comprensione dei bisogni reali delle persone. Questo fa sì che la stretta collaborazione che i volontari hanno con gli enti locali (servizi sociali, sanitari, scuole, ecc.) possa fornire un'assistenza puntuale e efficace.
La loro azione non si limita al solo ambiente della casa ma si apre anche al quartiere circostante.

Alcuni numeri:

    • Fino ad oggi, 105 volontari da tutto il mondo si sono succeduti in più di vent’anni di attività, donando un anno della propria vita a vivere a stretto contatto con le persone del posto e costruendo un rapporto di fiducia unico in un contesto dove è spesso assente.

    • Un centinaio di famiglie, anziani e malati del quartiere Coroa da Lagoa vengono seguiti con visite regolari nelle loro case, accompagnati in ospedale e aiutati a entrare in contatto con le strutture locali di assistenza.

    • Ogni giorno, i volontari organizzano l’accoglienza e il sostegno scolastico per 10–20 bambini.

    • Vengono offerte diverse attività culturali ed educative: teatro, laboratorio di cucina, cucito, calcio, giochi educativi, gite al mare, ecc.

    • Ogni settimana un centinaio di persone con disabilità vengono visitate presso il centro Lar Vida.

Come aiutare

La casa, luogo di vita dei volontari e centro nevralgico della loro azione, è sottoposta a condizioni climatiche tropicali estreme (lunga stagione delle piogge, aria salmastra, caldo intenso, ecc.) che ne accelerano il deterioramento.

Interventi necessari:

    • Il tetto di 88 m², essenziale per le nostre attività, viste le ingenti piogge, è in fibrocemento contenente amianto e presenta numerosi fori, risultando inefficace contro le intemperie. È necessario e urgente sostituirlo.
      Importo: 8.500 €

    • Le grondaie sono fuori uso, aggravando le infiltrazioni; l’impianto elettrico non è sicuro e mancano grate di protezione attorno alla proprietà.
      Importo: 3.500 €

    • Sala di accoglienza. Poiché la struttura d’accoglienza al piano terra è troppo piccola, il progetto prevede di sistemare le camere al piano superiore e ampliare la sala d’accoglienza al piano terra. Il progetto di ristrutturazione è attualmente in fase di progettazione e il budget sarà definito successivamente.

 

Notizie e testimonianze 

“Abbiamo un’amica che si chiama Alana, ha più di vent’anni e va a messa nella nostra parrocchia. Quando sono arrivata qui, la vedevo spesso insieme a sua sorella. Fin dall’inizio mi ha colpito, non solo perché erano due giovani che andavano a messa quasi tutti i giorni, ma perché sembravano persone sole. Guardandole, sentivo che i loro cuori desideravano una presenza amica. All’inizio ci salutavamo solo da lontano. Con il passare dei mesi abbiamo iniziato a parlare un po’ all’uscita della messa e abbiamo imparato i nostri nomi. Qualche tempo dopo le abbiamo invitate a casa nostra per pranzare insieme e giocare con i bambini del quartiere. Per caso, proprio quel giorno era il compleanno della sorella di Alana, così abbiamo tagliato una torta e lei è stata molto felice. 

Abbiamo continuiamo a incontrarci in parrocchia e ogni volta parlavamo sempre di più così che dalla fine di ottobre abbiamo condiviso diversi momenti insieme, come una veglia di adorazione o serate di lavori manuali. È stato in uno di questi momenti che Alana ci ha invitate a conoscere la sua casa e la sua famiglia. Sono rimasta molto felice e sorpresa da questo invito.

Quel giorno era domenica. Abbiamo camminato per circa quaranta minuti fino alla cappella del quartiere di Alana e siamo andate insieme a messa. All’uscita ci ha presentato sua madre, due delle quattordici sorelle e quattro dei suoi nipoti. Dopo tante strette di mano e tanti nomi nuovi, abbiamo seguito Alana e la sua famiglia su e giù per le strade fino a raggiungere la cima di una collina dove si trovava la loro casa. All’ingresso c’erano diversi alberi con fiori colorati e una finestra che dava sul soggiorno: guardando dentro si ammirava una vista meravigliosa della città. Entrando in casa, mi ha colpito quanto fosse umile. Era uno spazio molto piccolo per una famiglia così numerosa e, anche se non manca loro nulla, non hanno molte comodità. La mamma e le sorelle di Alana sono rimaste in cucina a preparare il tipico pranzo brasiliano: fagioli, riso e pollo fritto. Nel frattempo noi giocavamo con i bambini e chiacchieravamo. Abbiamo passato l’intera giornata lì, semplicemente godendo della compagnia di questa famiglia così accogliente.

Anche se è stata una visita semplice, in cui apparentemente non è successo nulla, per me ha significato molto perché quel giorno Alana ci ha aperto le porte della sua realtà, una realtà molto umile che forse prima si vergognava di mostrare. Ma per arrivare a quel momento ci sono stati tanti, tantissimi piccoli incontri durante quest’ultimo anno, in cui il seme della nostra amicizia è germogliato fino a sbocciare. Il fatto che Alana ci abbia permesso di vedere la semplicità della sua vita mi ha fatto capire che siamo davvero importanti per lei, che ci considera sue amiche e che, grazie alla nostra amicizia, quella solitudine che avevo percepito la prima volta che l’ho vista si è un po’ attenuata”.

 

(Sofia-volontaria dalla Colombia)

 

“Qualche mese fa ho avuto la gioia di visitare mia figlia che fa volontariato in Brasile con l’ associazione Presença e Amizade, presso la città di Simões Filho. Prima di questo viaggio, e nonostante ciò che lei mi raccontava, non comprendevo fino in fondo in cosa consistesse il lavoro di queste volontarie. Ero abituata a pensare al volontariato come a qualcosa di più concreto: dipingere una scuola, insegnare ai bambini o portare qualche aiuto materiale. Tuttavia, una volta arrivata, ho capito che questa missione era completamente diversa, una missione sorprendentemente semplice e trasformante: non si tratta di fare, ma di essere; non di offrire cose, ma di offrire il cuore.

Ho compreso che la presenza, l’ascolto e l’accompagnamento sono tesori più preziosi di qualsiasi aiuto materiale. Ho visto come le volontarie si inseriscono nella vita quotidiana del quartiere, condividendo gioie semplici, accompagnando nei momenti di dolore, visitando le case, ascoltando storie e, soprattutto, restando disponibili con un amore che non chiede nulla in cambio. La loro missione non si fonda su grandi opere, ma sull’essere presenza, sull’offrire un ascolto sincero e un accompagnamento vicino. Fin dal primo giorno ho sentito il calore degli “amici”: ogni persona che salutava lo faceva con gioia e ogni bambino che correva ad abbracciarmi riempiva il mio cuore di una felicità pura. Mi sono sentita davvero accolta.

Nonostante le difficoltà e le sfide di ogni giorno, ho potuto vedere la gioia con cui le volontarie vivono la missione. La gente del posto le vuole davvero bene. Mi sono resa conto che la missione è più ricevuta che data, perché ogni incontro lascia un segno sia in chi serve sia in chi viene accompagnato”.

(Mamma di Sofia)