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La Storia

Nel 2024, la Fondazione STABAT ha sostenuto all'Avana un centro di accoglienza nel quartiere El Cerro dove 5 volontarie vivono insieme  al servizio della popolazione locale. 

In questa zona i bisogni economici sono ingenti, molte persone soffrono la fame e necessitano di medicinali di base; manca l’energia elettrica, il gas e il carburante. Tutto ciò rende ancora più difficili le condizioni di vita e di lavoro e crea un'atmosfera di disperazione e scoraggiamento.

Le volontarie hanno la loro casa nel cuore del quartiere dove accolgono continuamente gli abitanti della zona e spesso vanno a trovarli dove vivono, offrendogli ascolto e attenzione. Favoriscono così la solidarietà, il rispetto e la pace. Il loro obiettivo è promuovere una cultura della compassione e della speranza, permettendo così a ogni persona di ritrovare la propria dignità.

 

La situazione attuale

Le volontarie accompagnano famiglie, anziani, bambini e giovani in modo costante e regolare, fuori e dentro il quartiere in cui vivono. 

ATTIVITA’ NEL QUARTIERE:

    • Accoglienza regolare di 3 giovani e 5 adulti nella casa per svolgere le mansioni quotidiane della casa e condividere del tempo insieme.
    • Ogni domenica mattina visita a Mirna e Yahima, madre e figlia affette da una malattia degenerativa.
    • Ogni giorno visita alle famiglie e alle persone che vivono sole, raggiungendo in settimana circa 20 case per un totale di quasi 200 famiglie.
    • Ogni settimana si recano in un centro psicopedagogico misto che ospita circa 200 persone disabilità fisica e mentale di diverse età.

In totale, nel quartiere sono circa 400 le persone che beneficiano delle attività dei volontari.

 

ATTIVITA’ FUORI DAL QUARTIERE: 

    • Una volta a settimana le volontarie trascorrono il pomeriggio con i bambini di El Martí, un quartiere molto povero ed emarginato. Vengono seguiti circa 20 bambini con cui trascorrono del tempo per giocare insieme e conoscere meglio loro e le loro famiglie.
    • Ogni 15 giorni visitano la residenza per anziani per offrire ascolto, compagnia e condividere semplici momenti di gioco. 
    • Visita mensile a una madre rimasta sola.
    • Assistenza sanitaria per chi è solo o in difficoltà, creando il primo contatto fra queste persone e i centri assistenziali.
    • Visita al quartiere di 'Avana Vecchia per consolidare vecchie amicizie.

Totale persone visitate fuori dal quartiere: circa 70.

 

Come aiutare

Il primo modo concreto e efficace per sostenere questa semplice missione è di sostenere i volontari che si susseguono ogni anno in questo luogo. 
Le spese necessarie del vivere (alimentazione, salute, trasporti, utenze, affitto) sono stimate per 600 euro al mese, ovvero 7.200 euro all’anno.

Puoi diventare un “padrino” di un volontario con una donazione libera una tantum o ricorrente! 
Tutte le donazioni possono essere effettuate tramite la Fondazione STABAT scegliendo la voce “Cuba” dal menù (sezione "donazione Online").

Notizie e testimonianze

"Un giorno siamo andate alla Edad de Oro (centro per disabili). Ero in corridoio e ho visto Mily. È in sedia a rotelle, non parla e comunica solo con il piede per dire sì o no. Ama ricevere lettere, ma per me è difficile comunicare con lei e spesso evito di avvicinarmi. Quel giorno ho deciso di stare con lei. Voleva che scrivessi, ma non avendo carta le ho proposto di dipingerle le unghie. Si è emozionata tantissimo. È stato difficile perché si muoveva  molto, ma era così felice! Mi ha abbracciato forte con le gambe e ha appoggiato la testa su di me. Ho sentito così tanto amore... ho quasi pianto. È stata una grazia di Dio vedere tanta bellezza nella piccola Mily. Mi sono resa conto di quante grazie avevo perso non avvicinandomi a lei solo perché non la capivo."

(Jimena, volontaria dal Perù)

 

"Dopo aver visitato una famiglia, siamo andate da Mirna e Yahima (madre e figlia disabili). Era la mia prima volta che le andavo a trovare. Arrivati alla porta era difficile non notare lo sporco, la povertà estrema e l'odore sgradevole. Ma guardando Yahima, il suo sorriso radioso ha rivelato una purezza di cuore che disarma chiunque. Era evidente che la sua gioia non derivava dalla salute o dai beni materiali, ma dal sentirsi amata e voluta pur in mezzo alla sofferenza".

(Haifa, volontaria dal Libano)